Una spaccatura che fa due metà esatte

Le diplomazie sono al lavoro per cercare di ricongiungere i pezzi andati in frantumi. Dopo le offese reciproche tra il sindaco e il primo consigliere comunale, La Spisa, è calato il gelo. Le parti non si parlano da qualche settimana, ma si mandano segnali. Personalmente la vedo una situazione difficile ma che sfocerà in una pacificazione. Non conviene al sindaco rompere, non conviene al consigliere rompere. In una impostazione verticistica della gestione del potere, serve una lunga mano e un parafulmine su cui scaricare tutto nel bene o nel male. Nessuno tranne il consigliere La Spisa è capace di adempiere a questa funzione. Ora bisogna capire chi si tirera indietro. Obbiettivamente non vedo responsabilità nel consigliere La Spisa. Una cosa è certa, il sindaco oramai è un uomo isolato alle prese con rotture su tutti i fronti, eclatante quello con l’Acam Giuseppe Verdi. Si continuerà a gallegiare cosi, e magari il sindaco cercherà sponda tra i cinque consiglieri di minoranza i quali gli hanno dato fiducia nel bilancio, cosa ben diversa dalla fiducia incondizionata e  politica. Voleva restare solo alla guida del Comune? Ad oggi è isolato.

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