Una panchina diventata luogo di pellegrinaggio

Non si contano più le persone che incuriosite della barzelletta amministrativa della panchina, si recano in via Carlo Alberto Dalla Chiesa per vederla e nel contempo chiedere e commentare. Tanti cittadini hanno avuto la sensibilità di portare la propria solidarietà alle tre donne ( mia madre, mia nonna e mia zia) che si sono battute per rivendicare il diritto a potere sedersi fuori, al chiaro di luna, per cercare un poco di refrigerio dalla calura estiva; una rivendicazione legittima di tre cittadini che vivono a Ciminna da sempre.  Un paradosso che solo il genio amministrativo della nostra classe dirigente poteva creare. Se si considera che l’amministrazione ha regalato la palestra comunale ad una associazione a lei vicina, senza farsi pagare un euro di affitto, avendogli ristrutturato i bagni con 8.500 euro dei soldi dei cittadini, avendogli fornito acqua, luce ecc e oggi ha la pretesa di fare rimuovere una panchina ubicata da qualche giorno davanti l’abitazione dei miei parenti, qualcosa non funziona.

Capite la proporzione? Da un lato si regala una palestra comunale ad una associazione di Ventimiglia di Sicilia, dall’altro si vuole privare di una misera panchina tre donne di cui una di anni 94 e una di anni 74, perché? Perché sono parenti di Totò Mannina, candidato alla competizione elettorale da candidato sindaco alle scorse elezioni comunali e opposizione, anche se esterna, a questa amministrazione comunale? Ma come, il sindaco con determina n. 169 del 23/05/2019  liquida all’Unicredit ben 3074,73 euro per permessi utilizzati da lui per la carica di sindaco per il mese di ottobre, novembre e dicembre ed anziché comprare le panchine ai suoi cittadini pensa di privarle di quelle che ha comprato la precedente amministrazione?

Ma raccontiamoli i fatti di come è nata la storia del pellegrinaggio della panchina. La settimana scorsa i miei parenti hanno fatto richiesta al consigliere La Spisa di potergli fare ubicare una panchina difronte la loro abitazione, cioè, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Bene. Prontamente il consigliere La Spisa si è prodigato a soddisfare la richiesta delle tre donne perché sensibilizzato dalla necessità di potergli dare un posto dove sedere nei giorni di calura estiva. Chi ha fatto politica, tranne uno, lo sa bene, difronte agli anziani, le barriere inibitorie che caratterizzano la contrapposizione politica non esistono più quindi il rispetto all’anziano prende il sopravvento e il piacere di poterli accontentare diventa soddisfazione nell’esercizio di servire.

Dopo tre giorni, precisamente dopo l’approvazione del bilancio, piegati tutti i consiglieri comunali tranne una, il consigliere Urso Miano; il sindaco,  forse in preda ad un picco di onnipotenza ha ripensato o ha saputo dell’installazione della panchina e ha ordinato l’immediata rimozione sicuro di percorrere un’autostrada quando invece ad aspettarlo c’era una panchina. Da un lato tre donne, di cui una 94enne e una 74enne, dall’altro l’onnipotenza e in mezzo una panchina, rea di essersi trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato. La mattina di ieri, martedì 11 giugno, arriva l’operaio del comune con in mano gli attrezzi per smontare la panchina, missione fallita. Ore 12.00 arriva il pubblico ufficiale che scorta l’operaio che tiene in mano gli attrezzi per smontare la panchina, missione fallita. Pomeriggio, arrivano le giustificazioni della politica, missione fallita, la panchina non si muove. Sera, arriva la diplomazia consiliare a portare la buona novella che la panchina non verrà rimossa. Insomma un giorno intero in cui l’amministrazione ha impegnato tutta se stesso per decidere le sorti della panchina richiesta da Zia Concetta, Nonna Adriana e mamma Agata.

Ricordo quando ero assessore, che all’indomani dell’approvazione del bilancio, la giornata passava a predisporre il PEG e ad impartire gli indirizzi alla macchina amministrativa, non si aveva tempo di pensare all’avversario politico. Oggi la politica a Ciminna sta vivendo punti di bassezza mai registrati prima e la sorte di una panchina è una cosa importante di cui occuparsi per annoverarla tra gli obiettivi strategici della propria attività amministrativa e peccato che anche con la banda musicale la cristalleria è andata in frantumi, se no, l’amministrazione poteva mandarla in via Carlo Alberto Dalla Chiesa per rallegrare i pellegrini che vanno per fare una visita alla panchina e in cui qualcuno si siede per farsi una foto.

 

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