Per par condicio diamo la replica anche al sindaco.

Ieri ho pubblicato un articolo dal titolo “A vampa cè sempre, ma a cira squagghia” in cui, attraverso la video registrazione della seduta consiliare del 29 ottobre 2018, il vicesindaco motivava il suo punto di vista sulla scelta da parte del sindaco di revocargli la delega al verde pubblico, parchi e giardini. Giustamente mi sembra corretto, anche perché il sindaco l’ha richiesto in sede di consiglio comunale, la replica. Così, che anche io stesso, su questa pagina accadeoggi.net gliela voglio concedere dando ai miei lettori la possibilità di ascoltarla. Ovviamente come ho fatto ieri faccio oggi, mi soffermerò su alcune cose dette.

Il sindaco nel suo contro dibattere al vicesindaco attesta, che la stessa Sara Urso Miano non era a conoscenza delle precarie condizioni del verde pubblico in quanto assente dalla vita amministrativa. Non capisco però, ammesso che sia veritiera l’affermazione, come faccia il sindaco a dire che l’assessore Sara Urso Miano è assente da assessore al verde pubblico ed invece è presente come vicesindaco e come assessore allo sport turismo e spettacolo. La questio appare controversa, ingarbugliata e priva di fondamento di verità in quanto: l’avv. Sara Urso Miano è una sola persona che racchiude in se le deleghe di assessore e la delega da vicesindaco; non credo che abbia capacità bi locative e di conseguenza se è presente come vicesindaco e assessore allo sport turismo e spettacolo, come faceva a non essere presente da assessore al verde pubblico ai parchi e giardini?

Egreggio Sig. Sindaco, in un rapporto di fiducia che politicamente lega Sindaco e assessore/i, la fiducia o è onnicomprensiva di tutti i ruoli delegati oppure la fiducia non esiste. Fiducia a trasiri e nesciri, mi perdoni, nascondono la consapevolezza da parte sua di sapere di avere sbagliato, perché accecato dalla presunzione, e di essersi reso conto solo oggi che chi le siede accanto è una persona che ha deciso di restare coerente con quanto sostenuto prima, durante e dopo la campagna elettorale.

Indubbiamente la questione conferimento rifiuti, come poteva non creare frizioni, quando è stata la vostra battaglia ideologica? Una battaglia fatta di 9 sedute consiliari, di audizioni all’assemblea regionale, di comizi, di assemblee cittadine e di una petizione sottoscritta da 1316 firme di cittadini Ciminnesi. Quindi se lei oggi ha deciso di rinunciare alla battaglia sui rifiuti, ragion per cui è stato eletto, ed il suo vice sindaco invece ha deciso di non arretrare di un solo millimetro dalla sua idea a chi vorrebbe imputare la responsabilità? Eppoi, come se ciò non bastasse, può essere ancora credibile quando ripete dal 14 settembre che entro il 30 settembre doveva cominciare a conferire alla green planet vista la sempre citata circolare presidenziale, quando a tutt’oggi il 31 ottobre non è andato ancora conferire un solo kg di umido? Forse lei pensava di cancellare con un colpo di spugna la battaglia sulla tematica rifiuti volendo convincere tutti che si è trattato solo di chiacchere da pre campagna elettorale e nulla di più. Ha fatto male i conti, costruire un progetto politico insieme non significa rinunciare alle proprie idee, a maggio ragione se quelle idee sono i cardini della missione per cui è nato il progetto. Facile è dire oggi che il sindaco deve fare delle scelte e che amministrare e cosa diversa dal parlare. Quindi possiamo dedurre che quello che lei ha detto in tutti i suoi comizi susseguitisi dal 2015 al 2017 era tutto scrusciu? Lei ha sbagliato e non si sforzi di immaginarlo: il popolo non parla, ma il consigliere comunale ha il dovere di parlare e se non lo fa tradisce il popolo come lo sta tradendo lei.

A me sembra, sig. sindaco, che lei vorrebbe ritirare tutte le deleghe al suo vicesindaco solo che però il pensiero si confonde e la mano si affloscia quando la L.R. 17/2016 lo inchioda di fronte al valore immenso che ha il consigliere comunale e non l’assessore. Veda sig. sindaco, nell’immaginario collettivo si è creato lo stereotipo che l’assessore fosse di livello superiore, ma le assicuro che il sottoscritto, dopo avere fatto sia l’assessore che il consigliere comunale, sceglierebbe cento volte sempre di fare il consigliere comunale.

Lei non avendo avuto la fortuna di fare ne l’uno e nemmeno l’altro non si rende conto del bagaglio di esperienza che le è venuto a mancare per gestire oggi, conoscendo gli altri ruoli, le risorse umane.

Ascoltiamolo

 

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