Ora, il rimpasto in giunta

Con le dimissioni di Sara Urso Miano da Vice Sindaco e da assessore allo sport, turismo e spettacolo si apre inevitabilmente una fase di rimpasto nella giunta municipale. C’è da nominare un assessore, obbligatoriamente donna, c’è da designare il nuovo vice sindaco, c’è da assegnare delle deleghe. A questo punto il sindaco può procedere a nominare il terzo assessore, oppure azzerare la giunta e ricostruirla ex novo. Altro problema mai risolto in consiglio: chi sarà il consigliere che farà sentire la voce del gruppo consiliare Innanzitutto Ciminna? E il presidente del consiglio? Insomma un progetto politico che dopo avere perso il consigliere Lazzara e Urso Miano dire mediocre è un giudizio positivo. Una donna assessore da scegliere tra la consigliera Tauro e la consigliera Leone oppure ricercando altre farine con cui impastare l’esecutivo di governo. Poi, ci sono i non letti in consiglio comunale della lista Innanzitutto Ciminna che vedono aprirsi una possibilità, uno fra tutti Alberto Roma, onnipresente nelle scelte politiche di questa amministrazione e anche se non eletto, l’unico a garantire qualche copertura politica nel governo regionale. A parte scelte di natura politica, ci sono da fare anche scelte di natura strettamente amministrative. Ci sono deleghe da assegnare e una credibilità politica da riconquistare. Appare evidente che arrivati a questo punto non ha più senso tenere in giunta Timo e Faraci che svolgono il solo ruolo di convitati di pietra. Poi c’è l’operatività da garantire ed in tal senso due soluzioni a portata di mano: il consigliere La Spisa che potrebbe essere l’assessore ai lavori pubblici e Pasquale Brancato, attuale consulente del sindaco e persona molto operativa nel sociale che potrebbe essere il neo assessore allo sport, turismo, spettacolo e politiche giovanili. Resterebbe poi da assegnare  il posto da vice sindaco ed è probabile che se la giunta fosse composta dalla Leone, La Spisa e Roma sarebbe verosimile che fosse La Spisa ad occupare la seconda carica della giunta in quanto la vera lunga mano operativa e di fiducia del sindaco. A meno che, impresa ardua, lo sguardo del sindaco non volge altrove in consiglio comunale ed allora tutto da ripensare. Diversamente restando cosi le cose in consiglio comunale, il sindaco si ritroverà ad amministrare con soli 6 consiglieri comunali. Riuscirà il nostro sindaco a trovare la zattera per galleggiare e la caronte per oltrepassare le secche del bilancio? Si vedrà in appresso, per ora resta sul tavolo un disastro politico amministrativo che pesa sulle spalle del sindaco e del presidente del consiglio incapaci di sapere reggere il timone sia in giunta che in consiglio portando sugli scogli un programma elettorale che li aveva visti trionfare sulla tematica rifiuti.

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