La probabile verità sulle dimissione da capogruppo del consigliere La Spisa

Abbiamo tutti pensato che fosse la panchina il casus belli che ha portato alle dimissioni da capo gruppo consiliare, del consigliere La Spisa, invece forse con buona probabilità, le motivazioni vere delle dimissioni da capo gruppo del consigliere La Spisa sono da ricercare nella seduta consiliare del 10 giugno in cui si è approvato il bilancio ma in cui il consigliere La Spisa è stato duramente attaccato in sala giunta, dal Sindaco, reo di avere approvato l’unico emendamento proposto dalla minoranza consiliare ed avente per oggetto contributo al teatro alfieri. A quanto raccontano i più informati, il sindaco avrebbe sollevato il consigliere La Spisa dai poteri plenipotenziari conferitegli ad inizio mandato e privandolo come gesto plateale delle chiavi di tutte le proprietà comunali. Conseguenza di questa decisione è stata anche l’ordine di levare immediatamente anche la panchina che nel frattempo era stata installata in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, una decisione che ha inclinato quasi all’invero simile i rapporti di ferro che esistevano, ma che secondo me continuano a esistere, tra il sindaco e il primo consigliere, Antonino La Spisa detto Peppe. Un intreccio di episodi che ha fatto saltare i nervi al sindaco, ma su cui tanti amici di questa amministrazione ne stanno approfittando per soffiare sul fuoco e tentare di mettere all’angolo il consigliere La Spisa il quale attraverso il suo dominio politico aveva messo in ombra il resto dei sostenitori del sindaco. Insomma, una sorta di lotta tra i poveri. A quanto sembra l’unico solidale con il consigliere La Spisa resterebbe il consigliere Frangipane, stufo di queste esagerazioni istituzionali, fino al punto che avrebbe preferito accettare le dimissioni da consigliere comunale per mettere un punto a questa esperienza deludente, imbarazzante e senza obiettivi. Quindi il sedere del consigliere La Spisa ha bruciato  costringendolo a saltellare da una panchina ad un’altra.

Nel frattempo arrivava la vergognosa vicenda con l’ACAM. Arrivava l’assenza del sindaco alla processione del Santo Patrono, presenti ad essa solo dettagli istituzionali, assenti in blocco chi invece fino ad oggi ha contato nell’amministrazione.

Oggi l’epilogo della scomoda panchina: è stata collocata in cosrso Umberto I° di rimpetto all’abitazione di parenti del sindaco in cui già c’erano due panchine. Abbondare non guasta. Politicamente però resta un gesto che la nuova componente consiliare dovrebbe attenzionare nelle sedi deputate all’attività consiliare, anzichè di cugghiuniari a scrivere discursi a trasiri e nesciri.

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