Il sindaco ha deciso: la panchina va rimossa.

Dopo 3 giorni di riunioni no stop da parte dell’amministrazione comunale, il sindaco nel tardo pomeriggio di oggi si è recato presso l’abitazione di mio padre per comunicargli che domattina la panchina dovrà essere rimossa perché serve ubicarla davanti altro sito. Così si è detto, così sia fatto, questa frase utilizzavano i faraoni per dire che quello che dicevano era legge era storia era memoria.

Ma riavvolgiamo il nastro e ripercorriamo la trama di questa singolare storia che ha per protagonista tre donne, il consigliere La Spisa, il sindaco e una panchina, che per sventura è stata ubicata davanti la casa di mia madre, mia zia e mia nonna. Insomma quella panchina per il sindaco lì non ci doveva stare, e costi quel che costi ho si leva o si leva.

Con una parola il sindaco cancella la dignità sociale del suo primo consigliere comunale e nel contempo compie un’azione che discrimina i miei parenti.

Restiamo ad oggi e andiamo al consigliere La Spisa, che è la persona a cui le tre donne si sono rivolte per avere installata una panchina in cui potersi sedere nelle sere d’estate e che il sindaco con la sua decisione ha cancellato. Come tutti a Ciminna sanno, il consigliere La Spisa fino ad oggi non è stato un qualsiasi consigliere, è stato il consigliere dei consiglieri comunali. Tutto passa dal consigliere comunale La Spisa. Nessuno tra i consiglieri comunali può vantare la capacità decisionale che vanta di avere il consigliere La Spisa. Nei fatti, il consigliere comunale La Spisa, che più di tutti sta tra la gente, è il più prossimo a cui i cittadini si rivolgono per avere risposte concrete per i servizi quotidiani. C’è un problema idrico, interviene il consigliere La Spisa. C’è un problema rifiuti, interviene il consigliere La Spisa. C’è un problema di viabilità, interviene il consigliere La Spisa. C’è un problema di illuminazione, interviene il consigliere La Spisa. C’è una manifestazione da organizzare, tipo la giornata della legalità o la memoria ai magistrati caduti per mafia, interviene il consigliere La Spisa. C’è una richiesta da fare, puo solo intervenire il consigliere La Spisa. Insomma il consigliere La Spisa è la cerniera che chiude tutte le falle dell’amministrazione Barone ed è il garante di certi equilibri politici.

Se il consigliere La Spisa ha ritenuto opportuno di prendere la decisione di collocare la panchina in Via Carlo Alberto Dalla Chiesa e quindi dare corso alla richiesta delle tre donne, era consapevole che quella panchina poteva essere portata ed installata in quella via; e sapeva perfettamente che quelle tre donne erano parenti dell’avversario politico Salvatore Mannina. Ma come ho scritto ieri in un altro articolo, difronte agli anziani, galateo vuole, che gli aspetti più terra terra della politica vengono accantonati.

Quindi con la decisione che oggi il sindaco ha comunicato a mio padre, la scelta fatta dal consigliere La Spisa si è rivelata una scelta azzardata. Da un lato il sindaco che ha sconfessato il consigliere La Spisa, dall’altro il consigliere La Spisa che deve ammettere o ribellarsi alla brutta figura.

O ha preso in giro le tre donne o deve fare valere la sua ragione. La logica conseguenza: restare o dimettersi. Credo che la scelta è obbligata.

Le sue dimissioni le deve per rispetto alle tre donne, alla sua parola, al nome che porta quella via, per non sconfessare le sfilate della legalità; e per concludere e non per ordine di importanza, al dovere con cui sancisce, giurando sulla costituzione, di SERVIRE IL POPOLO e non di servire UN CAPO.

Si vociferava che tra qualche giorno, lei consigliere La Spisa, dovrebbe assumere anche la carica di assessore comunale, non è sicuramente un buon biglietto da visita che lei porta in dote. Ho si hanno le palle per reggere il confronto con chi guida l’amministrazione e si è capaci di far valere la propria parola quando si sa di stare operando nel giusto e nel rispetto del popolo o le palle non si hanno, e se non si hanno ci si dichiara servo del potere e in ultima istanza se questo non corrisponde al vero, ci si dimette e si va a casa non in giunta.

L’installazione o la rimozione della panchina è prerogativa dell’amministrazione. Lei, consigliere La Spisa, ha avuto la prerogativa di installare la panchina e il sindaco, in quanto capo dell’amministrazione, ha la prerogativa di farla rimuovere. La sua parola, la parola del sindaco.

Io aspetto, o la rimozione della panchina e le sue dimissioni, o le sue scuse formali alle tre donne per la sua presa in giro. Mi auguro che la ragione prenda il sopravvento e che i miei parenti non diventino strumento delle vostre paranoie. Si ricordi che lei, il suo sindaco e la sua amministrazione alla comunità dovete fatti; fino a oggi avete fatto solo promesse, e quelle stesse promesse li avete tutte sconfessate prendendo per i fondelli l’intera comunità.

Ringrazio il consigliere Sara Urso Miano che ha fatto arrivare la sua vicinanza alla mia famiglia e ringrazio anche gli altri 11 consiglieri che invece con il loro silenzio stanno condividendo le posizioni del sindaco.

Ma come si dice: la luna di miele dura sempre poco.

F.to Salvatore Mannina

 

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