Il giardino dei semplici

Oggi ho potuto constatare di persona cosa significa la parola semplice cittadino, per il nostro sindaco. Essendo un semplice  e non un complessato, non cerco intermediari ma da semplice mi sbrigo le cose da me, quindi mi sono recato nella casa Comune per chiedere cose che chiedono i semplici cittadini: tra queste cose, il rimborso ast per gli studenti pendolari. Non so cosa nei fatti sia andato di traverso al sindaco, forse la mia sola presenza gli crea agitazione, fatto sta che per l’ennesima volta ha sbagliato con un semplice cittadino, come semplici sono gli anziani cittadini, i bambini della scuola elementare a cui ha levato la palestra, come i componenti dell’Acam, come i tanti cittadini che hanno realizzato l’infiorata. Lui definendomi un semplice cittadino, come se la costituzione preveda la presenza di cittadini semplici o cittadini complessi mi ha voluto forse dire che non sono degno di potere calcare questa terra. La considerazione semplicistica che il nostro sindaco ha del cosiddetto comune cittadino, cioè semplice, di cui io mi onoro farne parte, presuppone il fatto che per lui ci sono dei cittadini che, considera complessi, cioè complessati e sono quelli che il nostro sindaco identifica come degni di potergli rivolgere o proferire parola.  Indubbiamente è stata l’occasione per rinvigorire la nostra contrapposizione politica avendo punti di vista incoliliabili e l’appuntamento è servito per essere ancora più distanti e più distinti. Il sindaco dovrebbe sapere che amministrare la cosa pubblica è cosa diversa di amministrare le cose proprie. Nel sistema di amministrazione democratico, il popolo, cioè i semplici, rappresentano il vertice della piramide amministrativa. Chi governa lo fa per delega ricevuta dal popolo e come tale il popolo, cioè i semplici, sono i detentori del potere. Vedere un sindaco che oramai è in netto contrasto con il popolo annichilisce le scelte del popolo e istiga all’imitazione di Muzio Scevola. In tanti, tra i semplici, gridano oggi al rammarico di avere votato questo sindaco, oramai il “m’aviano a cariri i manu”   sono espressioni ridondanti. Cosa dire? Non sono i semplici che hanno perso un’opportunità ma i complessati, perchè, prima o poi, i complessati dovranno ritornare sotto il giudizio dei semplici. Per ora a noi semplici tocca osservare. E da semplice, osservo, ad esempio la delibera di giunta n°86 del 01/07/2019 che prevede 70.000 EURO per l’estate Ciminnese. A STA MINCHIA……., solo così, un semplice cittadino, riesce a dare il vero significato allo sproposito della somma da investire. Spero , mi auguro e invito la minoranza consiliare ad attenzionare gli atti conseguenziali a questa delibera perchè un poco troppo esagerata in tempo di crisi. Forse con tale investimento il sindaco prevede di aumentare il pil del comune di Ciminna? Forse crede che così facendo diminuira la disoccupazione? Personalmente da semplice cittadino mi pare un investimento troppo complesso, spropositato e finalizzato a fare fumo ma in cui l’arrosto c’è. Occhio all’arrosto.

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