A vampa ancora cè, ma a cira squagghia

Forse la seduta di consiglio comunale del 29 ottobre 2018 sarà ricordata dal sindaco Barone a lungo. Indiscutibilmente può essere considerato un giro di boa, per tutti. Il sindaco pensava che ieri doveva essere la serata degli oscar, visto che aveva portato in consiglio comunale la sua prima relazione annuale in cui ha inserito tante speranze e pochi fatti. Invece, presumo, la serata del 29 ottobre 2018, il Sindaco, la ricorderà a lungo e presumibilmente gli tormenterà spesso nei suoi pensieri. Più che voleva ha dovuto, per legge, comunicare al consiglio comunale la revoca di alcune deleghe al vice sindaco, Sara Urso Miano, la quale dopo avere ascoltato in religioso silenzio, le parole del Sindaco, ha rintuzzato punto su punto, colpo su colpo, accusa su accusa inchiodandolo alle sue responsabilità. Il Sindaco ha definito il suo vice sindaco una Giovanna D’Arco perché a suo dire sta cavalcando il populismo rinunciando ad amministrare. Ma come ha ribadito il vice sindaco, rivendicare la coerenza e non andare a conferire i rifiuti alla Green Planet non è populismo ma  rispetto degli impegni presi con un intero popolo durante tutta la campagna di contestazione fatta agli impianti rifiuti Green Planet e Arrow Bio. Eppure il sindaco ha avuto l’ardire di rivendicare che amministrare è una cosa e parlare è un’altra cosa, dimenticando il recente passato in cui non perdeva occasione nel dire NO AUMENTO TRATTAMENTO RIFIUTI che l’ha portato a vincere le elezioni del 2017. Appunto Sindaco dice bene: amministrare è una cosa, chiacchiariare è un’altra cosa. Si chiacchiaria dai balconi, si amministra dal municipio. Purtroppo in politica chiacchiere e amministrazione sono la faccia di una stessa medaglia, quindi rinnegare quanto si è detto in campagna elettorale equivale a tradire un popolo che le ha dato fiducia sulla parola, considerata dall’elettore portatrice di fatti futuri.  Insomma si è consumato il rinnegamento di quei valori che il sindaco con il “suo” Presidente del Consiglio hanno tanto proclamato attraverso il fantomatico, oggi lo possiamo dire a gran voce, fantomatico, comitato di salute pubblica e di cui lo stesso Presidente del Consiglio credo abbia perso scientificamente memoria. Ascoltando la mezzoretta di intervento del vicesindaco, che allego al presente articolo, è palese come la stessa ha smentito il Sindaco su tutto: conferimento dei rifiuti alla green planet, aumento del costo del servizio rifiuti, abbattimento degli alberi, festa di san Vito, gimkana etc. Di fatti il vicesindaco con carte alla mano ha saputo accertare la verità su tutti quegli argomenti in cui il sindaco, ora lo possiamo affermare, ha mentito sapendolo di fare. Non avevo mai visto il sindaco cosi smarrito; il suo volto non so quanti colori abbia cambiato in quella mezzora e a rianimarlo non è bastato nemmeno il gesticolio o il mimare dell’assessore Timo o piuttosto il debutto da oratore del consigliere La Spisa il quale affermando “io ho le prove” portava sul tavolo dei consiglieri comunali delle fotografie in cui si vedevano degli alberi tagliati come a testimoniare che le motivazioni di tagliarli fosse ampiamente giustificato e quindi il sindaco aveva ragione di averli tagliati e di avere revocato la delega al verde, parchi e giardini al vicesindaco. Nei fatti, proprio nel difendere il lavoro svolto in questo anno e mezzo da assessore al verde pubblico, il vice sindaco ha dettagliatamente esposto le motivazioni per cui si è proceduto al taglio e alla potatura di diversi alberi senza nessun supporto scientifico e tecnico. E certamente non può bastare che il sindaco affermava di avere pagato di tasca propria una relazione di un agronomo per avere una relazione tecnica per cui l’ufficio tecnico procedesse a tagliare e/o a potare diversi alberi. Un parere di un professionista, nella pubblica amministrazione, è valevole ai fini di legge se affidato dal sindaco con un atto di determina che prevede un mandato e un costo che trova copertura nel bilancio comunale; allora si, quel parere può essere tenuto debitamente di conto dall’ufficio per procedere, in questo caso, a tagliare alberi o a potarli secondo una metodologia indicata dal professionista e non come nel nostro caso, secondo gli usi, i costumi e le “richieste” del luogo. Se invece, come ha detto il sindaco, il problema era la pericolosità statica degli alberi tagliati, si poteva procedere con propria ordinanza senza ricercare pezze giustificative evitando di richiedere per le vie amichevoli un pezzo di carta che seppur sottoscritta da una firma di pregio, ai fini legali non rappresenta un bel niente, ma solo carta straccia. Eppoi, questa metodologia non è forse la stessa che l’attuale consigliere Faraci contestava all’ex sindaco Catalano quando diceva in aula di avere provveduto a proprie spese a fare qualche intervento? Insomma, giusto ha detto il vice sindaco quando ha paragonato l’attuale amministrazione alla precedente? Almeno quella dico io, difronte all’evidenza sapeva anche fare marcia indietro. Insomma ieri sera credo che si sia palesato un’incompatibilità ideologica e procedurale tra le due massime cariche della giunta municipale da far prefigurare una difficile coesistenza.

Una considerazione mi sorge spontanea: in politica i voti si contano, è vero; ma avvolte si pesano. Ieri avete contato 1460 voti di preferenza, oggi due soli consiglieri comunali pesano quanto macigni. Basta dare un’occhiata alla L.R. 17/2016 per comprendere quanto c’è da contare e quanto c’è da pesare per capire che oggi più di ieri il conto non torna in nessuno dei due casi. Auguri Signor Sindaco per avere conseguito questo grande risultato in questo anno e mezzo.

 

 

 

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